Lupin III: i veri personaggi

Chi sono i personaggi reali e immaginari che hanno ispirato Lupin III, la sua gang, e i suoi nemici?

La nascita di un mito

Lupin III è un personaggio talmente famoso da non aver bisogno di presentazioni (tra 500 anni, gli archeologi della società postapocalittica sopravvissuta alla Catastrofe (c) che troveranno l’hard disk ancora funzionante del mio pc, saranno deliziati da questa frase).

Lupin III nasce come protagonista dell’omonimo manga nel 1967, scritto e disegnato da Monkey Punch, e nel 1971 debutta in veste di anime. Il ladro gentiluomo (e un po’ cazzone) ha sin dalle origini un cast di alleati e avversari notevoli. E la cosa che accomuna buona parte dei delinquenti e dei detective delle sue storie sono le origini letterarie o bizzarre.

Lupin III Manga
Il Lupin III del manga mentre recupera da una ferita all’uccello

Monkey Punch, sin dal concepimento del personaggio avrebbe voluto modernizzare le atmosfere e le avventure rocambolesche dei romanzi di Arsène Lupin. A quanto ho letto avrebbe preferito, però, tenere nascosta la parentela tra i due personaggi per fare una rivelazione drammatica più avanti nella storia. L’editore però lo convince a cambiare.

Al di là del nome, Monkey Punch si legge almeno una quindicina di romanzi di Arsène Lupin. E, a proposito, chi ha scritto questi romanzi? Sono davvero simili al cartone animato?

Maurice Leblanc, scrittore gentiluomo

Arsène Lupin, nel manga il nonno di Lupin III, è un ladro gentiluomo protagonista di parecchi romanzi scritti da Maurice Leblanc. Il primo racconto di Lupin viene scritto e pubblicato nel 1905 nella pagina letteraria di Je sais tuot, un periodico di divulgazione scientifica. Il racconto ha subito successo e, dopo un paio d’anni di lavoro, Leblanc pubblica Arsène Lupin: il ladro gentiluomo, una raccolta di racconti sul personaggio, la prima di una lunga serie.

Maurice Leblanc
Maurice Leblanc

In Francia Lupin ha un tale successo che alla morte dell’autore, la serie verrà continuata da vari altri scrittori (più o meno autorizzati dagli eredi di Leblanc), senza contare la realizzazione di film, serie tv, fumetti e quant’altro.

Una curiosità semicriminale sull’autore e sulla sua prima opera. Il libro presenta uno dei primi furt… cioè cross over letterari della storia moderna: l’antagonista di uno dei racconti, infatti, è il geniale detective inglese Sherlock Holmes. Lo scontro tra i due personaggi ha un grande successo e il pubblico ne vuole ancora.

Lupin vs Sherlock Holmes

Leblanc si mette all’opera su un nuovo romanzo: Arsène Lupin contro Sherlock Holmes. Non tutti però sono contenti, nello specifico gli avvocati di sir Arthur Conan Doyle, l’autore di Sherlock Holmes, che scrivono lettere di minaccia all’editore.

La soluzione, però è facile. Dicono al tipografo di spostare un paio di caratteri, e il titolo del romanzo diventa Arsène Lupin contro Herlock Sholmes 😉 (l’emoticon che fa l’occhiolino potrebbe essere una mia aggiunta non presente nelle opere originali). Sholmes, in questa avventura, è affiancato dal suo assistente e biografo Wilson, alla faccia di Conan Doyle.

Arsene Lupin
Arsène Lupin in un’illustrazione dell’epoca. Notate la classe del monocolo.

Riguardo la somiglianza tra Lupin III e il suo nonno letterario. In questo romanzo Lupin, innamorato di una ragazza bellissima, commette un sacco di furti assieme a lei. Riesce a sfuggire alle grinfie della polizia, ma alla fine Sholmes lo arresta proprio perché lo connette alla ragazza ladra. Lo consegna agli ottusi poliziotti francesi, ma Lupin riesce a fuggire in treno (e a salutare al volo Sholmes, rimasto in stazione).

Mancano Jigen e Goemon, ma più o meno ci siamo.

Lupin III sta a Arsène Lupin come Arsène Lupin sta a…

Arsène Lupin è abile a travestirsi e a scassinare, ed è veloce con le mani. È scanzonato, ritroso a usare la violenza e ha un senso di giustizia robin-hoodesco. I suoi avversari sono sempre ricchi, potenti e avidi, e non esitano a uccidere: sono peggiori di lui.

Il suo tallone d’Achille è il suo debole per le belle ragazze, nelle sue storie, spesso delle ladre o delle delinquenti che si fingono fanciulle indifese. Oltre a riprendere lo spirito del romanzo, Lupin III prende in prestito anche alcuni personaggi. La nemesi di Lupin, l’Ispettore francese Ganimard (e il suo nipote) compaiono in un paio di episodi della serie animata.

Ma da dove viene Arsène Lupin? No, Leblanc non si è ispirato a un Lupin -2° scritto cent’anni prima. Almeno, non esattamente. I critici letterari francesi vedono le origini di Lupin nei romanzi d’avventura dell’800. Tra i vari personaggi che hanno ispirato l’autore c’è Rocambole, il tizio da cui deriva la parola rocambolesco, avventuriero inventato dallo scrittore Ponson du Terrail e protagonista di vari romanzi pubblicati a metà ‘800.

Rocambole
Anche Rocambole ha un monocolo. Lo danno in dotazione ai ladri gentiluomini.

Altra fonte letteraria sarebbe Raffles, ladro gentiluomo protagonista dei romanzi scritti da Hornung nel 1890. Hornung era il cognato di Arthur Conan Doyle, e voleva creare un anti Sherlock Holmes. Ricco, distinto ed educato, Raffles ruba per piacere della sfida, e si fa accompagnare da Bunny, una versione criminale di Watson.

Ma Lupin non è mai stato ricco. Ha un certo spirito anarcoide che secondo alcuni critici viene un altro personaggio. Questa volta non di fantasia.

Marius Jacob, il Lupin anarchico

Marius Jacob era un criminale anarchico, una specie di Ned Kelly francese invece che australiano (con tutto quello che comportano i più beceri stereotipi). Nasce a Marsiglia nel 1879 in una famiglia povera e sin da bambino gira il mondo in nave come mozzo. Torna in Francia a 16 anni e inizia a presenziare a riunioni di anarchici.

Marius Jacob
Marius Jacob

Ci sarebbe molto da dire su Jacob, ma non è il protagonista di questo articolo. In breve: viene arrestato mentre trasporta degli esplosivi per dei suoi compari terroristi e riesce a sfuggire alla condanna a morte fingendosi pazzo. Da lì sceglie di perseguire “l’illegalismo pacifista”. In pratica una specie di gilda dei ladri alla Skyrim.

Le regole della sua banda sono:

  • non ricorrere alla violenza se non per difendere la tua vita o la tua libertà
  • ruba solo ai parassiti (intende giudici, poliziotti, banchieri, capi, preti… avete capito l’antifona). Non derubare i poveri o chi pratica professioni utili (architetti, medici, studiosi, blogger di curiosità criminali…)
  • parte del bottino va investito nella causa anarchica

Nel 1903, dopo aver compiuto centinaia di colpi rocamboleschi, Marius Jacob viene arrestato per aver ucciso un poliziotto. Il suo processo diventerà un caso mediatico, con manifestazioni di anarchici e di sostenitori.

Leblanc non può non aver sentito parlare della sua storia. Jacob aveva senso dell’umorismo (lasciava biglietti con prese per il culo alle vittime). Era abile a scassinare e a travestirsi ed era celebre per essere a suo modo generoso. Ma Lupin non ha mai finalità politiche, né sovvenziona gruppi anarchici coi proventi delle sue rapine, ma ha dei tratti in comune con Jacob.

Nel 1905 Jacob viene condannato a essere incarcerato nella Cayenne dove resta fino al 1927. Torna in Francia e conduce una vita onesta fino alla sua morte nel 1954.

Lupin III: gli altri personaggi

Le origini di Lupin III si perdono in quasi cento anni di romanzi scritti tra Francia e Inghilterra, e probabilmente anche in un criminale vero. Ma il cast del fumetto e della serie animata non si esaurisce col protagonista. E anche per gli personaggi Monkey Punch si è dato alla ricerca letteraria. Ecco le loro origini.

Koichi Zenigata e il detective lancia monete

Koichi Zenigata è il detective (prima della Polizia giapponese, poi dell’Interpol) che dà la caccia a Lupin. Ma questo lo sapete già: cerchiamo di non dare troppi indizi agli archeologi del futuro. Monky Punch vuole che Zenigata e Lupin diventino dei Tom e Jerry umani, ma non si lascia sfuggire l’occasione per dare profondità al suo antagonista. E a usarlo per il uso citazionismo.

Come Lupin III, anche Paparino ha delle origini letterarie che ci fanno tornare all’inizio del ‘900. Secondo Monkey Punch, infatti, Zenigata sarebbe il discendente di Heiji Zenigata, un poliziotto giapponese del periodo Edo, inventato da Kodo Nomura.

Zenigata
Zenigata il detective lancia monete

Kodo, un poeta dall’animo sensibile, avrebbe inventato il personaggio per distrarre il figlio costretto a letto dalla tubercolosi. Zenigata è un poliziotto buono, che invece di uccidere i criminali tenta di redimerli quando possibile. Come arma lancia delle monete per far cadere i delinquenti che scappano. Nel 1931 pubblica un romanzo con le avventure del suo detective ed è un successo immediato.

La storia di Nomura è abbastanza tragica (il figlio morirà per la malattia e la figlia, dopo una breve carriera letteraria di successo, morirà in un incidente), ma la sua creazione è amata da tutti e ben presto escono spettacoli radiofonici e film sul suo detective Zenigata.

Nel 1946 Kodo Nomura fa un prestito a Ibuka, un amico in difficoltà, e salva dalla bancarotta la sua azienda: la Sony. La prossima volta che giocate alla Playstation ricordatevi di Zenigata perché è anche grazie a lui che non tenete in mano il joypad di una X-box.

Kodo Nomura smette di scrivere romanzi nel 1957 e muore di polmonite 6 anni dopo. Lascia in eredità un’enorme biblioteca pubblica e una montagna di soldi che viene utilizzata per dare borse di studio ad aspiranti scrittori.

Ishikawa Goemon: il ninja dei poveri

Il nome completo del samurai aiutante di Lupin III è Ishikawa Goemon XIII. Il suo antecedente, manco a dirlo, è Ishikawa Goemon I. (L’uno l’ho aggiunto io.Non è che abbia avuto celebri discendenti in realtà). Ishikawa Goemon è un fuorilegge giapponese del XVIII secolo. È vissuto davvero, ma la sua storia è circondata da un alone di mito che non rende semplice capire le informazioni vere.

A quanto pare era un ninja con tendenze antiautoritarie che rubava ai ricchi per donare ai poveri, una specie Robin Hood giapponese. Secondo una delle versioni, dopo l’omicidio dei genitori da parte di un malefico signorotto locale, Goemon si fa addestrare da un anziano maestro ninja. Ma poi gli tromba la moglie, gli frega la spada, e scappa via prima che l’anziano maestro gli scateni contro il suo clan.

A questo punto inizia la sua carriera di rapinatore amico dei poveri. Secondo alcune leggende, avrebbe provato, senza successo, anche ad assassinare vari signori feudali troppo dispotici o troppo avidi. Le varie leggende cambiano le sue imprese e i suoi poteri (che a volte rasentano il sovrannaturale) ma concordano tutte sulla sua morte: bollito vivo.

Goemon bollito
Goemon bollito vivo

Dopo aver tentato di assassinare il signorotto che aveva ucciso i genitori viene condannato ad essere bollito vivo assieme al figlioletto di 10 anni. I due vengono gettati in un pentolone, ma Goemon solleva il figlio e lo tiene per aria mentre l’acqua gli bolle il corpo. I vari nobili, impressionati dalla sua forza di volontà, graziano il figlio (che immagino diventi una versione un po’ meno amichevole del tizio di Berserker).

Daisuke Jigen, il pistolero dagli Usa

Daisuke Jigen, secondo le intenzioni di Monkey Punch, avrebbe dovuto essere il più americano possibile. In effetti, nel cartone, il pistolero con la sigaretta storta avrebbe passato gran parte delle sua giovinezza a New Orleans e in giro per gli Stati Uniti, a lavorare per i gangster.

Per la personalità Monkey Punch si sarebbe ispirato a James Coburn, attore celebre per il suo ruolo ne I magnifici Sette (e nel primo Westworld, lol) e vari film western e criminali. Sarà stato contento, quando alla realizzazione del cartone, i produttori sono riusciti a scritturare come doppiatore di Jigen, Kiyoshi Kobayashi, il doppiatore giapponese di James Coburn.

Fujiko Mine e i giochi di parole sporcaccioni

Fujiko Mine non ha origini reali o letterarie. Ma sono comunque interessanti. Fujiko avrebbe dovuto essere solo una delle tante ragazze incontrate da Lupin III nelle sue scorribande. Un po’ come una Bond Girl nei film di 007.

Fujoko Mine
Fujiko mentre fuma un bong pieno d’erba. Chi sa come l’ha trasportata…

Ma inventare un nuovo personaggio per ogni numero si rivela un’impresa impossibile per il povero Monkey Punch che alla fine opta per il personaggio di Fujiko. La cosa curiosa è che, nei primi numeri, la ragazza di Lupin cambia aspetto fisico in ogni fumetto. Ma viene chiamata Fujiko lo stesso. Immagino che una volta presa la decisione erano già stati disegnati vari numeri del fumetto e rifarli da capo avrebbe ritardato la pubblicazione o creato comunque rotture di palle.

Rigurado le origini del nome di Fujiko, invece, la storia è più semplice. Monkey Punch ha aggiunto il suffisso femminile (così mi dicono gli esimi linguisti dell’internet: non so il giapponese) ko al nome del monte Fuji. Mine significa vetta (oppure vette) e farebbe un divertente gioco di parole sulle tette di Fujiko. Chi parla giapponese e ha capito che sono stato tratto in inganno come un bakagaijin, me lo segnali nei commenti.

Lupin III e la sua gang

Lupin ha un cast infinito ispirato a vari personaggi letterari ed è disseminato di citazioni, ma per segnalarle tutte bisognerebbe creare un wiki sull’argomento. È uno dei criminali più amati del mondo ed è riuscito a ispirare autori per più di un secolo (e a sfuggire ai vari Zenigata e Ganimard). Alla pari di Smilzo o Sandokan è diventato uno dei soprannomi più agognati dai teppisti di strada, assieme ai nomi dei suoi comprimari. Mica male per un personaggio nato come mezzo plagio prima che esistessero leggi sul diritto d’autore.

Questo è tutto. Condividete l’articolo e ci vediamo tutti domenica nell’Instagram dell’Isis per ascoltare il concerto di Donald Trump e mangiare i nuovi 5G della stagione (vaffanculo, archeologi del futuro!)

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