Truffe letterarie: una top 5

Quali sono le più clamorose truffe letterarie e fake news della storia della narrativa? Ecco una top 5 delle più incredibili.

Le più clamorose truffe letterarie della storia

Nel 2010 Philtus Philfuster, dopo essere stato denunciato dalla sua ex ragazza per stupro, decide di vendicarsi. Passa l’anno successivo a spacciarsi per detective, e va alla ricerca di negozi e bar che sono stati rapinati. Convince i proprietari, o con la sua parlantina, o con indizi falsi, che la colpevole delle rapine è la sua ex ragazza.

La donna viene denunciata e sbattuta in carcere. La figlia viene affidata ai servizi sociali e passano sette mesi prima che emerga la verità. Il giudice dichiara di non aver mai visto in anni di carriera un piano così elaborato e diabolico come quello di Philfuster. Come ha fatto?

Ramrattan
Philtus Philfuster fotografato dalla polizia dopo l’arresto

Semplicissimo. Philfuster non esiste, non esiste la sua ragazza, né il ridicolo piano di convincere una decina di sconosciuti per incolparla. Scusatemi, ma visto l’argomento dell’articolo non ce l’ho fatta a trattenermi.

Le fake news non sono niente di nuovo. Da quando il primo ominide, centomila anni fa, ha iniziato a parlare, ha anche iniziato a raccontare balle. Qualunque potenza ha descritto gli avversari come dei mostri, le proprie imprese come eroiche, o ha cercato di nascondere i problemi di salute del re.

Ma oggi ci occupiamo di fake news legate al mondo della narrativa: truffe letterarie. Falsi autori, false scoperte scientifiche firmate con nomi falsi, addirittura false truffe. Anche se il termine “truffa”, qui, potrebbe essere esagerato. In linea di massima non ci rimette nessuno nei casi che stiamo per vedere – tranne le brutte figure davanti agli amici quando dici una balla e credi che sia vera.

Fondamentalmente, di roba alla Orson Wells che racconta l’invasione via radio e terrorizza gli ascoltatori – lo so che ci stavate pensando. Ecco una top 5 delle truffe letterarie più clamorose della storia.

5. La grande bufala della Luna

Iniziamo con una truffa fantascientifica che è un po’ la nonna di quella perpetrata via radio da Wells. Nel 1835 il Sun di New York pubblica una serie di sei articoli firmati dal dottor Grant, assistente personale di John Herschel, il più famoso astronomo dell’epoca. Gli articoli riportano le osservazioni dello studioso, che grazie a un nuovo osservatorio, descrive la flora e la fauna aliena della Luna.

Il primo articolo dedicato a descrivere le meraviglie tecnologiche del nuovo telescopio e il viaggio per raggiungere l’osservatorio a Capo di Buona Speranza. Nel secondo viene introdotta la prima forma di vita aliena mai vista da un uomo: il papavero lunare, che ricopre buona parte delle terre emerse del satellite (sì, ci sono anche gli oceani).

Il seguito si passano in rassegna bisonti e marmotte mutanti. Gli animali sono perlopiù dotati di escrescenze carnose sulla fronte, per proteggere gli occhi dalla luce del sole, non filtrata da un’atmosfera spessa come quella della Terra. Il quarto giorno avviene la scoperta più clamorosa: forme di vita intelligenti.

Herschel scopre degli ominidi dotati di ali da pipistrello, in grado di aiutarli a nuotare e volare. Dopo aver seguito gli esemplari per un po’, i due studiosi notano costruzioni, statue e capanne. Grant vorrebbe chiamarli Homo Herschel in onore dello scopritore, ma alla fine optano per Homo Vespertilio, uomo pipistrello.

truffa letteraria luna
Un homo vespertilio, intento a danzare

Le scoperte si interrompono bruscamente nel sesto articolo. Il nuovo telescopio è talmente potente che, puntato per sbaglio verso il sole, ha concentrato troppa luce e ha preso fuoco, distruggendo l’intero osservatorio.

La verità

Il Sun di New York aumenta sensibilmente le proprie vendite grazie agli articoli e vari giornali in tutto il mondo iniziano a tradurre e pubblicare la notizia. La cosa interessante è che il dottor Grant non esiste. Non esiste nemmeno il nuovo telescopio, né ovviamente gli alieni lunari.

John Herschel scopre la notizia leggendola su un quotidiano inglese. Inizialmente la prende a ridere, ma il numero impressionante di lettere inviategli da tutto il mondo dove gli vengono chieste spiegazioni, disegni e descrizioni degli alieni alla fine lo fanno incazzare. Dopo un paio di mesi, dichiara che la storia è una truffa letteraria, una bufala.

John Herschel
John Herschel mentre ride per la truffa letteraria

Dopo qualche indagine viene fuori che l’autore è… non si sa per certo. È abbastanza sicuro che l’articolo sia stato scritto da Adam Richard Locke, un giornalista del Sun. È poco chiaro se abbia ricevuto o meno l’aiuto di un astronomo francese per il lessico specifico.

A quanto pare, oltre a dare un’impennata alle vendite del Sun, l’obiettivo di Locke era prendere in giro le teorie dei suoi tempi sulla vita nello spazio. In particolare, avrebbe preso di mira il libro del reverendo Thomas Dick, “Il filosofo cristiano”. In questo saggio il sacerdote afferma che il sistema solare avrebbe più di ventimila miliardi di abitanti (perlopiù alieni) visto che la volontà di Dio non permetterebbe di creare spazi non abitati.

La serie di articoli del Sun attira, poi, l’ira di Edgar Allan Poe, che accusa il giornale di aver copiato una sua opera giovanile “Hans Pfaall”. In questo libro, un olandese vola sulla Luna con una mongolfiera modificata e ne descrive geografia e abitanti. Poe, sdegnato, scriverà una serie di articoli falsi su un giro del mondo in mongolfiera. Ma la sua truffa letteraria verrà smascherata subito e avrà minore risonanza.

4. Hansel e Gretel sono veri e sono i colpevoli

Tutti conoscono la storia di Hansel e Gretel, i due bambini abbandonati nel bosco che si rifugiano nella casa di marzapane della strega. Ma non tutti sanno che Ossegg, un archeologo tedesco, negli anni ’40, ha trovato la vera casa della strega. Non solo, ma anche dei documenti del 1600, secondo cui i due fratelli non erano bambini, ma adulti.

Gestivano una panetteria e a quanto pare la “strega” era una loro rivale, abile a fare il marzapane. I due gemelli, frustrati dalla sua bravura, la uccidono, le rubano la ricetta e le danno fuoco alla casa. Ossegg deve abbandonare la Germania durante la seconda guerra mondiale perché di origini slave. Ma negli anni ’60 ci ritorna e, dopo alcuni scavi, trova lo scheletro della “strega”.

Ossegg scava
Ossegg mentre ripulisce un reperto archeologico

Il libro con le sue scoperte, La verità su Hansel e Gretel, viene pubblicato l’anno successivo e fa scalpore. Viene tradotto in altre lingue e, grazie anche al rinnovato interesse per il neopaganesimo degli anni ’60, ha un grande successo. L’Abendzeitung, un quotidiano tedesco, lo definisce il libro del secolo. Comitive dei studenti partono dalla Danimarca per andare a visitare il sito archeologico.

Cascare a terra dalle risate

L’anno dopo, Hans Trexler, autore di libri per bambini, fa “outing” e confessa di essere l’autore del libro e di essersi inventato tutto. Il movente della truffa letteraria? Divertirsi. Come dichiarò Trexler in un’intervista: “Io e Peter von Tresckow [il fotografo] ci siamo divertiti così tanto a fare quelle foto, che ogni tanto siamo cascati a terra dalle risate.”

Il pubblico… non la prende molto bene. La casa editrice viene subissata di lettere. Un lettore lo denuncia addirittura per truffa (ma la polizia non fa niente). Ma la cosa più interessante è che una buona porzione di lettori non crede alla confessione.

Traxler truffa letteraria hansel Gretel
Hans Traxler negli anni ’90

Il libro viene ristampato per decine e decine di edizioni. Nel 1987 ha una trasposizione cinematografica, e ancora oggi c’è chi crede che sia una storia vera (io mi ci sono imbattuto così. Me l’ha raccontata un amico, come la verità su Hansel e Gretel…)

Se non ci credete scrivete “la vera storia di Hansel e Gretel” su google. Il numero di siti che riporta questa truffa letteraria come vera è grosso modo equivalente a quelli che dicono che è uno scherzo…

3. Il caso di Summerfield

Nel 1871, a San Francisco un quotidiano pubblica un articolo su Leonidas Parker, un assassino sfuggito alle grinfie della giustizia appena morto di cause naturali. L’autore dell’articolo, Caxton, difende Parker e spiega le ragioni del suo crimine.

Gregory Summerfield, la sua vittima, era un anziano chimico molto rispettato. Ma in realtà era uno scienziato pazzo e criminale. Aveva inventato un composto a base di potassio in grado di dare fuoco all’acqua e stava ricattando il governo per non gettarlo nell’Oceano Pacifico e distruggere il mondo. Parker uccide Summerfield gettandolo da un treno in corsa mentre passa sul bordo di un burrone.

Summerfield e Parker
Summerfield mostra a Parker la sua invenzione, dando fuoco a una ciotola d’acqua

Ma la storia non finisce qui. Perché Summerfield aveva con sé la formula per il suo diabolico composto. E pochi giorni dopo la pubblicazione della notizia, Bartholomew Graham, un delinquente che si fa chiamare Black Bart, scova il cadavere, trafuga la formula e manda una poetica richiesta di riscatto al giornale.

Il primo scienziato pazzo della storia

La notizia fa scalpore nella comunità di San Francisco e un po’ in tutta la California. Ma dopo circa una settimana dalla pubblicazione, William Rhodes, il vero autore dell’articolo, confessa che è una truffa letteraria.

William Rhodes
William Rhodes, e il suo incredibile pizzo

La notizia effettivamente non ha la stessa risonanza delle altre truffe in questa top 5. Ma è interessante perché lascia il segno in un altro modo. Black Bart, il cattivo secondario della bufala, è un criminale tormentato dal passato eroico, che lascia biglietti in rima con minacce poetiche. È un cattivo figo e carismatico, insomma.

La sua figura verrà ripresa da Charles Bowles, un rapinatore che diventerà famoso col nome di Black Bart. (Vi incuriosisce la vita di un delinquente che ha ispirato la propria figura a una fake news fantascientifica? Leggete l’articolo che ho scritto su di lui!).

Un altra curiosità sulla truffa letteraria di Rhodes, è che Summerfield è tradizionalmente considerato il primo scienziato pazzo della storia della fiction. Summerfield è il primo personaggio a inventare qualcosa di incredibile (trasformare l’acqua in un liquido infiammabile) e a usarlo per minacciare il mondo, incapace di capire il suo genio.

È bello vedere come la reazione di Parker, quando sente il suo piano idiota è chiedergli: “Ma perché non lo vendi come carburante? Ci faresti più soldi e sarebbe più sicuro!” Scienziati pazzi: da 150 l’idiozia con QI superiore.

Rhodes, eccitato dal suo moderato successo di bufalaro, ritenterà l’impresa più volte. Articoli su un bambino con occhi deformi che funzionano come un telescopio superpotente. Geologi che scavano un buco troppo profondo in Belgio e aprono un vulcano che distrugge l’Europa. Un fotografo folle che inventa una macchina fotografica a colori che funziona con occhi umani. Creature chtulhiane. Non ci casca nessuno.

2. Io, libertino

Questa truffa letteraria, invece di essere perpetrata ai danni del pubblico, viene perpetrata con la sua complicità. Ai danni di chi? Dei conformisti, dei borghesi, della “gente del giorno”, ovviamente.

Nel 1955 Jean Shepherd, un ex radiofonista militare, comincia a lavorare come dj alla WOR, una grossa radio newyorkese. Il suo orario va dall’una di notte alle cinque del mattino, con pochissimi ascoltatori, ma ancora meno controlli. E Shepherd si prende molte libertà. Non parlerò di come i suoi spettacoli, oltre a influenzare lo stile di tanti dj, è stato di ispirazione anche a molti comici moderni.

Basta sapere che passa il tempo a fare rant comici contro la società conformista, “la gente del giorno”. I suoi ascoltatori, invece, sono la “gente della notte”: creativi, alternativi, ribelli. Incoraggia le chiamate degli ascoltatori e crea una parola d’ordine per riconoscersi tra gente della notte durante il giorno: “Excelsior.”

Jean Shepherd
Jean Shepherd in uno spettacolo degli anni ’60

Shepherd, tra le altre cose, non sopporta come la gente del giorno (i quotidiani, in questo caso) compili le liste dei libri più venduti. Infatti le classifiche non sono costruite sui libri più venduti, ma su quelli più richiesti. Shepherd ha un’idea: inventare un libro inesistente e andarlo a chiedere in massa in tutte le librerie.

Truffe letterarie e scrittura creativa

Dopo qualche nottata alla radio, gli ascoltatori telefonano e danno forma all’opera inesistente: Io, libertino. Un romanzo storico scritto dal professor Ewing, un esperto di erotismo del 17° secolo. La storia racconta le avventure romantiche di un libertino a corte.

Gli ascoltatori iniziano a chiedere il libro nei negozi e la partecipazione è ancora più grande di quanto Shepherd potesse sperare. Il libro non solo diventa velocemente un best seller, ma il tema scabroso lo fa addirittura bandire da alcune biblioteche. Secondo la leggenda, uno studente universitario avrebbe consegnato come compito uno studio sulle opere di Ewing. Sempre la leggenda dice che il voto del professore sarebbe stato un B+, seguito dalla parola d’ordine “Excelsior.”

In ogni caso dopo qualche mese la verità viene a galla. Ma l’entusiasmo per il libro non scende. Chi non conosce lo scherzo è incuriosito da questo caso editoriale. La gente della notte, invece, vorrebbe trovare in libreria la propria creazione. Viene in loro aiuto Theodore Sturgeon, il grande scrittore di fantascienza. Sturgeon, seguendo le indicazioni di Shepherd, scriverà lo pseudolibro, con i contenuti e lo stile ideati durante la trasmissione, in meno di un mese.

Io, libertino viene pubblicato nel 1956, e vende più di centomila copie.

Io, libertino copertina
Io, libertino, best seller del 1955 pubblicato nel 1956

1. La guerra dei mondi, di Wells e Welles

L’ultima, o meglio, la prima truffa letteraria in realtà è radiofonica. Ma forse c’è anche qualcosa di più?

H. G. Wells, lo scrittore inglese, pubblica nel 1898 La guerra dei mondi, dove narra l’invasione dei tripodi marziani sulla Terra. Nel 1939, il giovane attore Orson Welles adatta il romanzo a spettacolo radiofonico, per una serie di radiodrammi che recita per la CBS.

Welles e Wells
Welles e Wells mentre pianificano la conquista del mondo

La CBS è un’emittente radio piccola, senza pubblicità, e Welles ha pochi fondi, ma carta bianca sulla gestione delle pause e degli aspetti artistici. Decide che, per accorciare la storia, la scelta migliore è raccontarla come una radiocronaca, descrivendo quello che succede.

Welles annuncia l’inizio dello spettacolo e inizia a recitare. Lo show procede per cinquanta minuti senza pause (o altri indizi che sia fiction). Gli alieni solo arrivati sulla Terra, l’esercito è impotente, la gente muore. La reazione è sbalorditiva. Pochi minuti prima della fine arriva una chiamata dalla polizia. L’ordine è interrompere lo spettacolo per i disordini.

Il problema è che l’ordine arriva proprio mentre l’annunciatore (Welles) inizia a tossire per i gas velenosi lanciati dai marziani. L’interruzione dello spettacolo è il colpo di grazia.

La gente inizia a telefonare alla radio per chiedere spiegazioni, ma Welles taglia la corda per andare a recitare in un teatro. In un’intervista del 1983 racconta che, a fine spettacolo, una folla inferocita lo aspetta davanti al teatro. La paura ha lasciato spazio velocemente alla rabbia. I quotidiani del giorno dopo raccontano una vera e propria epidemia di panico.

La gente ha abbandonato le proprie case, alcuni si sono suicidati, altri raccontato di essere stati stuprati dai marziani. Lo show, replicato in Chile e in Canada, avrebbe sortito effetti del genere negli anni successivi.

Una meta-truffa letteraria?

“Sei minuti dopo che eravamo andati in onda le case si svuotavano e le chiese si riempivano; da Nashville a Minneapolis la gente alzava invocazioni e si lacerava gli abiti per strada. Cominciammo a renderci conto, mentre stavamo distruggendo il New Jersey, che avevamo sottovalutato l’estensione della vena di follia della nostra America.” Dice Orson Welles in un’intervista negli anni ’80.

Welles radio
Welles legge il suo sceneggiato alla radio

Welles farà di questa sua impresa il fiore all’occhiello della sua incredibile carriera. È una storia affascinante, di un apprendista stregone che ottiene un effetto che non avrebbe mai immaginato. È una storia che parla della debolezza umana, indifferente ai pericoli reali, ma pronta a impazzire per puttanate come i marziani. Insomma, è una storia bellissima, ma la domanda è: è successa davvero?

A lungo i sociologi si sono interrogati sulle cause dell’incidente. Secondo alcuni la “colpa” sarebbe stata di un altro programma comico, più famoso, che sarebbe finito pochi minuti dopo l’inizio della Guerra dei mondi. La gente, cambiato canale, si sarebbe ritrovata nel bel mezzo della finta telecronaca senza mezzi per sapere che erano solo balle.

La più grande truffa letteraria

Ma la realtà, probabilmente, è un’altra ancora. Il fatto è che molti studiosi, oggi, sono dell’idea che le persone impazzite dalla paura per il programma siano state poche centinaia. E di queste, circa tre quarti non avevano capito che si trattava di marziani. Dopo aver sentito della distruzione di New York, credevano che i nazisti avessero invaso gli Usa. D’altra parte in Europa era appena scoppiata la guerra.

Il numero incredibile di chiamate e lettere di protesta riportate anche dai colleghi di Welles, sarebbe dovuto al fatto che la CBS era una radio piccola, con poco personale e poco abituata a reazioni forti dal pubblico. Numericamente parlando ci sono stati molti spettacoli radiofonici nel 1939 che hanno suscitato più del doppio delle telefonate e delle lettere causati dalla Guerra dei Mondi.

La notizia, poi sarebbe stata ingigantita dai giornali, avidi di avvenimenti sensazionali da pompare il prima pagina. Non che Welles abbia mosso un dito per contrastare il fatto: anzi lo ha abbracciato e lo ha raccontato per tutta la sua vita.

Welles spaghetti
Welles, più anziano, mentre mangia una cofana di spaghetti

Quindi Welles non ha mai fregato nessuno? No, anzi. Sotto un certo punto di vista ha fregato molta più gente visto che crediamo tutt’oggi che abbia terrorizzato tutta l’America con il suo spettacolo. D’altra parte la CBS raggiungeva poche migliaia di ascoltatori. Le notizia della sua truffa è famosa come Super Mario o i Beatles.

Certo non è l’unico autore di questa truffa letteraria visto che lo hanno inconsapevolmente aiutato cronisti e giornalisti affamati di sensazionalismo. Ma è il suo nome che ricordiamo, ed è è stato indubbiamente lui l’ingrediente più indispensabile per mettere su questa storia.

Truffe letterarie: la verità è noiosa

Spero che l’articolo di oggi non vi abbia fatto venire la depressione. Come abbiamo visto, il mondo è un luogo non incantato e privo di magia, dove dietro a ogni storia incredibile si cela un uomo di mezz’età con un senso dell’umorismo discutibile. Ma d’altra parte, anche il fatto che esistano adulti disposti a sacrificare mesi del proprio tempo solo per mettere su una balla credibile e ridere di chi si casca, rende il mondo un pochino più incantato.

willy wonka truffa letteraria
Il problema delle fake news è stato affrontato anche da Willy Wonka, in passato

Penso che la morale sia essere sempre disposti a dubitare di quello che leggete. Anche su questo blog: io cerco sempre di informarmi il più possibile, ma è più facile di quanto vogliamo credere che una balla riesca a farsi passare per verità.

Chiaramente questo non vuol dire che tutte le storie strane o incredibili sono bugie. Anzi, la cosa va anche in senso inverso. La fake news di Philfuster, che vi ho raccontato inizio post, ad esempio, è successa davvero. Philfuster ha davvero messo in pratica il suo piano malefico e incredibilmente complesso e l’ha anche quasi fatta franca (e si chiama Jerry Ramrattan, non Philfuster: quello l’ho inventato io).

Philfuster, che nome idiota.

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