Piratesse famose e leggendarie

La storia dei pirati ha visto parecchie donne assetate di sangue e di bottino. Chi sono le piratesse più famose e qual è la loro storia?

Piratesse e risorse umane

Il mondo dei pirati, tra le varie realtà criminali e violente in generale del passato, è caratterizzato da una certa tolleranza verso uomini di ogni razza ed estrazione sociale. Ma questo “progressismo” di solito si fermava davanti alle donne. Nei codici dei pirati, più di un capitano mette sanzioni pesantissime (anche la morte) per chi si porta una donna a bordo sotto mentite spoglie.

La tradizione ci dice che era una scelta per superstizione, secondo alcuni studiosi invece era per evitare gelosie, risse e violenze in generale a bordo. In ogni caso il mondo dei pirati, tolta qualche eccezione, sembra pieno di tipetti piuttosto misogini.

Ma questo era vero di praticamente tutti gli ambienti in passato, e non ha impedito a tante donne di avere successo. Ecco una top 5 delle piratesse più famose, sanguinarie e spietate della storia della pirateria

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5. Rachel Schmidt, la sirena del Massachusset

Iniziamo dalla fine, con una donna che intraprende la carriera di piratessa quando l’età dell’oro della pirateria è ormai giunta a termine. Rachel Schmidt nasce a Carlisle, una cittadina americana in Pennsylvania. Sin da piccola è attratta dalle barche e dalla vita in mare e va ai moli, sul fiume lì vicino, ogni volta che può.

A sedici anni Rachel viene attaccata da un gruppo di rapinatrici mentre passeggia sul molo, quando un uomo si ferma per strada e la salva. Lui è George Wall e i due si innamorano. I genitori di Rachel non approvano il rapporto e i due fuggono a Boston dove si sposano.

Il porto di Boston
Il porto di Boston disegnato nel 1750, pochi anni prima dell’arrivo di Rachel

Qui George lavora come pescatore e conosce molti marinai. Rachel per un po’ lavora come cameriera, ma sia lei che suo marito sognano di vivere in mare e fare i pirati. George propone l’idea a tre colleghi e nel 1781 la ciurma parte per darsi alla pirateria.

Piratessa e picchiatrice

La ciurma di Rachel e George lavora in modo semplice. Hanno modificato il peschereccio per farlo sembrare pesantemente danneggiato. Dopo le tempeste, si avvicinano alle barche di passaggio mentre Rachel chiama aiuto. Quando gli inconsapevoli marinai salgono per aiutarla, George e i suoi compari li uccidono e poi rubano ogni bene sulla nave.

Il piano funziona e nell’anno successivo la ciurma rapina dodici navi, per un totale di oltre seimila dollari (120.000 euro circa, oggi), e si lascia alle spalle ventiquattro cadaveri. Ma nel 1782 la loro fortuna finisce. Durante una tempesta George perde il controllo della barca e la distrugge per davvero. Annegano tutti tranne Rachel che torna a riva e continua la sua carriera criminale sulla terra ferma.

Girovaga per il molo e rapina le barche e le navi attraccate e non custodite. Nel 1789 vede una ragazza con vestiti di lusso e decide di rubarle il cappello. Ma durante la colluttazione la ragazza oppone resistenza e Rachel la massacra di botte, finché non arriva la polizia.

Durante il processo confessa i suoi furti e la pirateria, ma sostiene di non aver mai ucciso nessuno. Viene condannata a morte e impiccata a 29 anni, nel 1789.

Impiccagione di Rachel la piratessa
Schizzo dei tempi sull’impiccagione di Rachel (quella al centro).

4. Charlotte Badger, la prima piratessa australiana

Charlotte Badger è la prima e più famosa piratessa australiana, nonché la prima occidentale ad aver “colonizzato” la Nuova Zelanda. La sua vita è avvolta da un alone di bugie e leggenda e molte delle sue imprese piratesche sono state probabilmente inventate dai suoi avversari mentre era in vita, e dai suoi fan dopo che è scomparsa… Ma andiamo con ordine.

Charlotte nasce in Inghilterra attorno al 1778. è povera, e la vita è dura, quindi si dà al furto di stracci e fazzoletti per rivenderli e fare due spiccioli per sopravvivere. nel 1796 viene beccata e a quei tempi gli inglesi non ci vanno leggeri con il furto di stracci e pelli, quindi viene condannata ai lavori forzati in Australia.

Nel 1801 arriva a Parramatta, un carcere femminile vicino a Sidney, a quei tempi uno sputo di città abitata quasi esclusivamente da soldati e criminali.

Fondazione di Sidney
Sidney, prima che venisse costruita Sidney. In Australia si può andare dappertutto e dire “Qui, una volta, era tutta campagna.”

Durante i lavori forzati conosce Catherine Hagerty, una detenuta scaltra che diventa sua amica. Charlotte resta incinta e, assieme a Hagerty, riesce a farsi trasferire a una pena meno pesante, visto il suo stato. Le due vengono inviate a Hobart, in Tasmania, dove sconteranno la loro pena come serve nella casa di un dignitario. Ma le due non arriveranno mai a destinazione.

Alla conquista della Nuova Zelanda

Nel 1806 Charlotte, assieme alla sua bambina appena nata e ad Hagerty, si imbarca sulla Venus, una nave diretta in Tasmania. E qui le versioni della storia iniziano a diventare fumose. Secondo alcuni articoli le due donne sono delle ubriacone dissolute che ballano nude per i marinai e gli altri detenuti. Altri giornali, invece, descrivono il capitano come un sadico che si arrapava a punire e frustare le donne.

L’unico fatto certo è che il capitano non doveva essere molto popolare, perché dopo qualche settimana in mare, l’equipaggio libera i detenuti che stanno trasportando e si dà all’ammutinamento. Secondo le versioni più leggendarie, Charlotte, avrebbe sedotto dei prigionieri violenti per poi, guidarli alla rivolta, vestita da uomo, con tanto di sciabola e pistola.

Secondo altre versioni, si sarebbe limitata a sobillare, assieme ad Hagerty, l’equipaggio e a pianificare l’assalto. Le storie più divertenti la vedono prendere a frustate il capitano per vendicarsi dei soprusi subiti. Purtroppo le descrizioni più ghiotte dei suoi atti provengono tutte da articoli scritti quasi 100 anni dopo i fatti e sono quasi sicuramente inventati.

Charlotte Badger, la piratessa
Charlotte in una rappresentazione artistica moderna

I marinai decidono di diventare pirati. Hagerty, Charlotte e la sua bambina appena nata vengono lasciate sulla costa della Nuova Zelanda. Anche qua le versioni variano.

Secondo alcuni i pirati avrebbero costruito un rifugio per le donne che avrebbero usato come base tra le varie scorrerie a cui avrebbe partecipato anche Charlotte. Secondo una versione più realistica le donne vengono semplicemente abbandonate.

Charlotte Badger: piratessa o prestanome?

La varie versioni in ogni caso hanno degli elementi in comune. Hagerty muore poco dopo di malattia, mentre Charlotte sopravvive e cresce propria figlia.

Nel 1818 una nave inglese approda nella zona e i marinai parlano di questa donna bianca con gli occhi azzurri, accompagnata da una bambina con meno di 10 anni, che parla fluentemente il maori e aiuta i marinai a comunicare con gli indigeni. Questa è l’ultima testimonianza su Charlotte. Secondo alcuni è rimasta in Nuova Zelanda fino alla sua morte, altri sostengono che sia salita sulla nave e sia andata in America.

Ma forse non è proprio andata così. Forse tutta questa storia è una fake news inventata dalle lobby femministe che vogliono provare che le donne sono in grado di delinquere come gli uomini. Una storica australiana, Jennifer Ashton, sostiene la storia di Charlotte Badger sia un falso.

Badger sarebbe stata presente nelle liste dei prigionieri inglesi in New South Wales fino al 1825, quando avrebbe ottenuto la grazia. Non solo non si sarebbe mai data alla pirateria: non sarebbe mai salita sulla Venus.

Allora sono tutte balle? Jennifer Ashton dice no. Le testimonianze del capitano e dei vari marinai, per quanto non sempre concordanti, sono originali. E secondo la storica si tratterebbe semplicemente di un errore di persona, da parte del Capitano. Quindi Charlotte Badger sarebbe esistita davvero, e così anche la piratessa facinorosa. Solo che non erano la stessa persona.

3. Anne Bonny, la piratessa più famosa dei Caraibi

Anne Cormac, assieme a Mary Read (la prossima in lista), è probabilmente la più famosa piratessa dei Caraibi. Il passato è un posto strano: le sorelle Bronte, le scrittrici inglesi, dovettero spacciarsi per i fratelli Bell per far pubblicare i propri romanzi (decidere se pubblicare o meno in base a caratteristiche fisiche degli autori: una cosa impensabile, ai nostri tempi). Ma per le Bronte la questione era di spacciarsi per uomini via lettera. Anne e Mary portano la faccenda alle estreme conseguenze.

La sua storia, come le storie più curiose sui pirati dei Caraibi, è stata scritta dal capitano Charles Johnson, nel suo libro Storia generale dei pirati. Che probabilmente è un’opera sotto pseudonimo di Daniel Defoe, o del giornalista inglese Nathaniel Mist.

Anne nasce attorno al 1700 in Irlanda, figlia illegittima di William Cormac, un ricco avvocato. Scoppiato lo scandalo, l’uomo si trasferisce in America, dove acquista delle piantagioni e diventa ancora più ricco. Anne viene considerata dai conoscenti un “maschiaccio”: si veste coi pantaloni, è litigiosa e ama spendere il suo tempo all’aperto. Secondo alcune fonti sarebbe stato il padre a incoraggiarla a comportarsi così, visto che non aveva figli maschi. In ogni caso Anne prende una piega da machismo tossico e a 13 anni accoltella una cameriera del padre, per una lite.

Rifiuta i corteggiatori più ricchi che piacciono al papà e si innamora di James Bonny, un marinaio scapestrato. I due si sposano e il padre di Anne, infuriato, la disereda. Secondo la leggenda (ma non ci sono fonti) Anne e James avrebbero incendiato le piantagioni di William, prima di darsi alla fuga.

Nel 1718 i due raggiungono Nassau, la cosiddetta Repubblica dei Pirati, e James diventa un informatore del governo inglese. Ad Anne non piace fare la spia e lascia il marito. Tra una rissa e l’altra dove incapacita i pretendenti che insistono troppo incontra Calico Jack, capitano pirata. Diventa la sua amante e lo segue nelle sue scorrerie in nave.

Calico Jack
Calico Jack in una stampa dei tempi

La piratessa travestita

Secondo una leggenda al suo primo colpo avrebbe partecipato anche Pierre Delvin/Bosket/Bouspet (Pierre, un po’ come Gandalf, era chiamato con molti nomi). Pierre era il proprietario di un salone da barbiere, ed era anche un sarto talentuoso (per questo, negli anni, ha assunto la fama di pirata gay, anche se probabilmente è a causa degli stereotipi omofobi contro gli stilisti, nati negli ultimi 100 anni…)

Secondo alcune fonti, Pierre si sarebbe anche dato a qualche atto occasionale di pirateria assieme alla sua amica Anne. Viste le date, la storia è molto improbabile: Pierre avrebbe aperto il suo negozio di vestiti quando Anne era già in alto mare. Ma visto che è una storiella divertente…

Pierre, per mostrare i suoi sontuosi vestiti da pirata alla moda, avrebbe fatto arrivare a Nassau un sacco di manichini molto realistici. Ad Anne, che comprava i vestiti lì, viene un’idea. Se vestono i manichini da soldati e li conciano come se fossero stati tutti uccisi, potrebbero usarli per un bluff. E così assaltano un mercantile francese e dopo avergli mostrato la strage di soldati morti che hanno fatto, i mercanti, terrorizzati, si arrendono e consegnano il proprio carico.

Al di là delle scene da film, Anne entra davvero nella ciurma di Calico Jack. Ma le donne non sono ben viste a bordo. Anne allora si traveste e si spaccia per un uomo. Solo Jack conosce la sua vera identità. Anne è forte, violenta e volgare come tutti gli altri pirati della ciurma. Ma un’altra persona scoprirà la sua vera identità.

Anne Bonny
Anne Bonny, la piratessa travestita, in una stampa dei tempi. L’autore di queste incisioni aveva una tecnica molto sottile per suggerire il genere del personaggio ritratto

Anche questa storia è avvolta dalla leggenda. Un giorno, Anne avrebbe conosciuto un marinaio che è entrato da poco nella ciurma. Se ne invaghisce e una notte gli confessa di non essere un uomo, ma una donna. Se è davvero andata così, immaginatevi come ci è rimasta quando il marinaio le ha risposto: “Pure io.”

2. Mary Read

Mary Read Nasce nel 1685 in Inghilterra. La madre, rimasta vedova, sposa un marinaio, che però fugge alla nascita di Mary. Senza soldi, la madre fa travestire la piccola Mary da maschietto e la porta dalla madre del marito morto, dove la spaccia per suo nipote. La vecchia ci casca e gli dà qualche soldo per sopravvivere, finché Mary, attorno ai 12 anni decide di imbarcarsi.

Sempre travestita da uomo lavora prima su dei mercantili, poi su una nave della marina militare inglese dove si distingue in varie battaglie contro i francesi. Si innamora di un soldato olandese (alleati dei britannici) e per un po’ abbandona la carriera militare e vive sulla “terraferma” in Olanda. Alla morte in battaglia del marito, però, torna a travestirsi da uomo e a solcare i mari. Prima nella marina Olandese, poi su varie navi mercantili.

Mary Read, la piratessa
Mary Read, la piratessa

Nel 1717 i pirati assaltano e conquistano la sua nave e lei decide di unirsi alla ciurma. Ottiene il perdono per i suoi crimini e si unisce a una nave di corsari che lavora per il governo. Ma pochi mesi dopo si ammutina assieme al resto dell’equipaggio. Arrivata a terra decide di unirsi alla ciurma di Calico Jack, un famigerato pirata in passaggio da quelle parti.

Qui conosce Anne Bonny e scopre il suo segreto. La relazione tra le due ragazze e Calico Jack è stato oggetto di molte speculazioni. Storici più o meno attendibili hanno proposto ogni combinazione possibile, come nelle migliori sit-com. Secondo alcuni Bonny e Read avrebbero avuto una relazione, altri dicono che Calico Jack le avrebbe tenuto d’occhio perché geloso di Bonny. I più ottimisti sostengono che avevano una relazione a tre.

Qualunque cosa facessero sembra che fosse molto propedeutica alla pirateria, perché il trio saccheggia parecchie navi e ammassa ricchezze.

La fine di Bonny e Read

Se c’è qualcosa che scrivere questo blog mi ha insegnato è che tutte le storie belle hanno una fine, tipicamente tragica, o ridicola, o un mix tra le due. Nel 1720 la nave di Anne e Mary ha appena catturato un mercantile e la ciurma decide di festeggiare alla grande. Invitano pirati dalla costa e da altre navi per un party a base di rum che va avanti per tutta la notte.

Al mattino i pirati sono ubriachi da far schifo, impegnati perlopiù a cercare di non vomitare anche l’anima. In quel momento arriva la nave di Barnet, un cacciatore di pirati. Spara una salva di cannonate che bucherella la nave come un colabrodo. I suoi uomini assaltano i pirati che sono troppo ubriachi per difendersi. Guida una breve resistenza Mary Read che uccide un paio di assalitori prima che Calico Jack dichiari la resa.

I pirati sopravvissuti vengono arrestati e portati in Jamaica, dove vengono processati. Vengono tutti condannati all’impiccagione. Mary Read e Anne Bonny, entrambe incinte, ottengono una dispensa temporanea dalla pena, per far nascere i bambini.

Mary Read, però, muore pochi mesi dopo in carcere di malattia, prima di partorire. Di Anne Bonny, invece, non ci sono più testimonianze, né sulla sua condanna, né sul suo rilascio. Ci sono qualche decina di storie diverse su che fine abbia fatto davvero.

1. Ching Shih, la regina dei pirati

Il primo posto in classifica va alla piratessa più ricca e potente della storia, il cui successo avrebbe fatto impallidire di vergogna anche Black Bart, e Barbanera. Ching Shih nasce nel 1775 in Guandong una provincia costiera a sud della Cina. Inizia da ragazzina a lavorare come prostituta in una barca-bordello a Canton. Il posto è molto frequentato da delinquenti e qui Ching Shih conosce Cheng Yi, un famigerato capitano di una flotta di pirati.

I dettagli sul loro incontro si perdono nella leggenda: Cheng avrebbe saccheggiato il bordello solo per farsi portare Ching Shih. Secondo altre versioni avrebbe fatto alla ragazza un sacco di proposte di matrimonio, tutte rifiutate, prima di riuscire a convincerla.

Canton
Canton nel 1800. Le barche bordello, da questa distanza, non sono molto diverse dalle barche normali

Al di là dei dettagli, i due si sposano nel 1801, e Ching Shih parte assieme al marito sulla sua nave pirata, dove partecipa agli assalti. Consiglia al marito di sfruttare la sua reputazione e convincere gli altri pirati a collaborare con lui. Il piano funziona e nel 1804 la coppia è a capo di una flotta di oltre duecento navi, che battezzano Flotta della Bandiera Rossa, dal colore della nave ammiraglia. Ai loro ordini c’è una ciurma stimata tra i 40.000 e gli 80.000 elementi tra pirati, piratesse e pirati-bambino (piratini?).

La flotta, forte dei propri numeri, semina il terrore tra le navi cinesi, inglesi e portoghesi nei mari orientali.

La piratessa più potente del mondo

Nel 1807 Cheng Yi muore durante un assalto sulle coste vietnamite a trentanove anni di età. Il comando dell’esercito dei pirati passerebbe a Cheung Po, figlio adottivo di Cheng Yi e Ching Shih (in realtà era praticamente loro coetaneo, era stato adottato per meriti sul campo, in pratica). Ma a Ching Shih piace l’idea di comandare una flotta quindi seduce il proprio figlio adottivo e lo convince che è lei la persona più indicata.

Dopo aver consolidato il proprio potere, portando dalla propria parte i capitani più potenti e temuti della flotta, Ching Shih, con l’aiuto del figlio e amante Cheung Po, inizia la sua carriera di capitano pirata. Come Black Bart, anche Ching Shih è una piratessa amante delle regole e una delle sue prime decisioni è stilare un codice dei pirati. Le regole riguardano perlopiù la spartizione dei bottini ( solo il 20% finisce nelle tasche dei pirati che hanno fatto l’assalto, mentre il resto va nella cassa comune delle flotta e ridistribuito alle navi che non hanno catturato niente).

Ching Shih, la piratessa
Ching Shih, la piratessa, prende a sciabolate un nemico

Non mancano punizioni e torture per i disertori o per chi disobbedisce (culminano quasi tutte con una morte orribile), ma sono interessanti le sue regole sulle donne fatte prigioniere. Le donne più belle e ricche vengono tenute per chiedere riscatti o essere rivendute come schiave o prostitute, ma non possono essere toccate o molestate dai pirati. Quelli che violentano le prigioniere vengono fustigati o uccisi, ma possono scegliere di sposarle, ma in quel caso devono essere fedeli (sennò, altre frustate sulla schiena).

Le regole riguardano anche i villaggi costieri che i pirati erano soliti saccheggiare. Per risparmiare tempo Ching Shih organizza una specie di sistema di tasse e i villaggi che le pagano vengono lasciati in pace. Nel frattempo le navi inglesi, cinesi e portoghesi vengono assaltate regolarmente.

La fine di Ching Shih

La flotta di Ching Shih inizia a incassare qualche sconfitta quando uno dei suoi capitani la tradisce e passa a lavorare per il governo cinese, costringendola a spostare le sue operazioni più a sud. Ma la situazione non migliora quando i Portoghesi, incazzati per tutti gli assalti, mandano una flotta militare in assetto da guerra a risolvere la questione.

Ching shih o forse no?
Nel web, per qualche motivo, questa è la foto di Chig Shih, morta 30 anni prima della messa in commercio della prima macchina fotografica. In realtà è la foto di Lai Choi San, piratessa che terrorizza le coste cinesi negli anni ’20 del ‘900.

Gli scontri tra le flotte sono frequenti e sanguinari, entrambe le parti perdono un sacco di uomini. Il governo cinese, stanco dei continui raid sulle coste, propone un’amnistia ai pirati. Ching Shih sa che non può continuare a combattere per sempre quindi accetta.

Degli oltre diciassettemila uomini che le sono rimasti, solo centoventisei vengono condannati a morte, altrettanti vengono esiliati, mentre gli altri sono uomini liberi, e possono anche tenere i soldi ammassati durante la propria carriera.

Ching Shih chiede al governo di annullare la sua adozione di Cheung Po e i due si sposano. Lui diventa un ufficiale nella flotta militare cinese, mentre Cheng Shih, apre un casinò-bordello a Macau. Diventa un membro rispettato della società e muore nel 1844, a 69 anni.

Piratesse famose: troppe per un solo blog

Tra le varie carriere criminali del passato la pirateria sembra una delle preferite tra le donne. Ce ne sono talmente tante e di tale successo che non è stato semplice selezionare le cinque della top 5.

Anne “Dio-lo-vuole” era una piratessa francese che sfidò a duello un pirate che le aveva ucciso il marito. Dopo averlo battuto, senza ucciderlo, lo sposa e diventa una piratessa. Nella sua ciurma c’è anche Jaquotte Delahaye, altra piratessa di origini francesi, famosa per essere fuggita alla cattura inscenando la propria morte.

Lai-Choi-san
Lai-Choi-san

La storia delle piratesse arriva fino al ‘900, con Lai Choi San, che tra gli anni ‘20 e ‘30 terrorizza le coste cinesi e ottiene tributi da ogni mercante che passa nella regione. Insomma, come avete capito, non è stato facile scegliere, quindi la smetto prima di far diventare l’articolo una top 20.

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